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Donne e Compliance: intervista a Marica Piccioli, membro del Comitato Esecutivo

La rubrica Donne e Compliance, con cui l’Associazione Acorà dà voce e visibilità alle donne che compongono gli organi del Direttivo, continua.

 

La miniserie di interviste per rilevare il punto di vista femminile sul mondo della compliance, oggi ha intervistato Marica Piccioli, membro del Comitato Esecutivo.

 

 

Buongiorno Marica, lei è membro del Comitato Esecutivo di Acorà. Ci spiega meglio: questo ruolo in cosa consiste?

Il Comitato Esecutivo, previsto dallo statuto, ha il compito di realizzare le attività ritenute necessarie per il raggiungimento dello scopo sociale dell’Associazione. L’idea di costituire un Comitato Esecutivo è nata con l’obiettivo di rendere operative in modo snello ed efficace le iniziative proposte dal Consiglio Direttivo. Con il tempo è diventato sempre più anche un organo propositivo. Ad esempio il Comitato Esecutivo propone al Consiglio le opportunità di partnership con Società terze per la realizzazione di eventi e approfondimenti su specifiche tematiche di interesse dell’Associazione. Come membro del Comitato coadiuvo il Presidente e gli altri membri nell’attuazione delle iniziative.

Cosa l’ha spinta a impegnarsi nell’associazione in un ruolo così importante?

La voglia di dare una voce organica e organizzata al concetto di “compliance” e come fare Compliance. L’idea di impegnarmi in prima persona in un’associazione che fosse impegnata in questo progetto mi sembrava la giusta espressione di un mio desiderio.

Il progetto è in continua evoluzione, come lo è la nostra professione che cresce e si rinnova, non solo per i cambiamenti normativi ma anche per un’innovazione tecnologica. La Compliance  sempre più dinamica e digitale.

Essere parte di una associazione che rappresenta questa professione e poterne costruire il percorso evolutivo è estremamente motivante, soprattutto per la condivisione dei valori e degli obiettivi che ci siamo dati come Acorà. Inoltre, la ritengo una mia responsabilità come professionista che crede profondamente al valore della Compliance ed ai valori etici sottesi.

Durante la sua carriera, ha mai avuto difficoltà per il fatto di essere donna?

Non nego che negli anni qualche intoppo ci sia stato, ma se le difficoltà sono affrontate con serenità e determinazione si prosegue nel cammino imparando a riconoscere determinate situazioni o errori commessi.

È innegabile che il ruolo femminile ha ancora, nella società e nella famiglia, un ruolo diverso da quello maschile, tuttavia questo non deve precludere lo sviluppo e la carriera professionale. Si tratta di saper gestire e organizzare le proprie giornate e la propria vita senza dover per forza fare delle scelte che nel tempo possano generare rimpianti.

Sicuramente l’evoluzione culturale e tecnologia sta aiutando uomini e donne diminuendo il divario di opportunità.

Voglio paragonare la mia carriera ad un viaggio che non è ancora finito e che ho la fortuna di vivere assieme ad una famiglia che, indiscutibilmente, ha contribuito a renderlo meno faticoso.

 Come responsabile compliance, come si trova a lavorare nel mondo finanziario in cui l’alta dirigenza è tipicamente maschile?

Fin dalla scelta degli studi superiori sono stata proiettata verso un mondo considerato “maschile”, con un diploma in informatica nei mitici anni ’80, prima della laurea; quindi l’idea di confrontarmi con il mondo del lavoro e con una dirigenza tipicamente maschile non mi ha trovata impreparata, posto che negli anni il divario di genere nel nostro settore, in particolare a livello dirigenziale, si sta sempre più riducendo. Per fortuna, infatti, cresce la consapevolezza che ciò che conta è la professionalità e le competenze che ognuno riesce a mettere a disposizione della propria azienda. Anche negli ultimi mesi abbiamo letto di donne che sono state nominate in importanti ruoli politici ed ai vertici delle banche.

Personalmente sono convinta che l’approccio al lavoro sia diverso tra uomini e donne, senza voler definire che uno sia migliore dell’altro, solo diversi. Anche in alcuni ruoli come la Compliance, funzione fondamentale nel mondo assicurativo, che si interfaccia con tutti i dipartimenti e gli uffici di business, la presenza femminile può rappresentare un elemento distintivo per promuovere un cambiamento culturale e una “rivoluzione” pacifica di riconoscimento meritocratico.

Conclusioni

Se ti sei perso l’interista a Viviana Becchi, la puoi leggere QUI.

Ringraziamo Marica per il tempo dedicatoci e per aver condiviso con noi il suo ruolo nell’Associazione. Il lavoro, per Marica, è un vero e proprio credo. Per questo, qualsiasi ostacolo, lo ha sempre saltato e superato alla grande.

Alla prossima intervista.

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